Manifesto · 01 — Redazione V!ceversa · 07 Maggio 2026
Non chiamateli
elettrodomestici.
01 — Carattere
La cucina, ma con carattere.
Per troppo tempo la cucina è stata raccontata come un luogo da addomesticare: superfici mute, oggetti neutri, funzioni silenziose. V!ceversa prende la direzione opposta.
Qui il tostapane non sparisce sullo sfondo. Lo spremiagrumi non chiede scusa per il colore. La macchina del caffè non si limita a funzionare: presidia il piano, definisce l'atmosfera, cambia il ritmo del mattino.
Sono oggetti pensati per stare in vista. Per essere usati, certo. Ma anche per essere scelti, riconosciuti, ricordati.

02 — Memoria
Gli anni '60, senza polvere.
Il punto non è rifare il vintage. Il punto è capire perché certe forme continuano a parlarci.
Le curve morbide, i volumi compatti, i colori pieni, la leggibilità immediata del gesto: tutto arriva da una stagione del design italiano capace di essere popolare e sofisticata insieme.
Luca Trazzi riparte da questa energia e la porta altrove.
- Non restaura.
- Non addolcisce.
- Non cita per compiacere.
- Taglia, ricompone, accentua.
Trasforma la memoria domestica in una grammatica contemporanea fatta di presenza, ironia e precisione.
La nostalgia consola. Il design, invece, deve mordere.
Manifesto V!ceversa
03 — Materia
Bellezza col morso.
V!ceversa non disegna oggetti decorativi. Disegna relazioni fisiche.
- 01Una manopola fatta per essere afferrata.
- 02Un click pensato per farsi sentire.
- 03Una silhouette che non teme il colore.
- 04Una superficie che riflette la luce e restituisce carattere.
È qui che la funzione cambia tono. Diventa esperienza tattile. Diventa gesto quotidiano. Diventa, finalmente, qualcosa che non somiglia a tutto il resto.

In un mondo pieno di prodotti che cercano di scomparire, V!ceversa sceglie il contrario.
Farsi vedere.
Farsi toccare.
Farsi ricordare.
Ribellione quotidiana
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